Il suolo come bancomat

Sono sempre di più gli ettari di suolo che ogni giorno vengono impermealizzati per lasciare spazio a nuove infrastrutture, palazzi, capannoni di vario genere. Risultato? Perdita di biodiversità e maggior esposizione alle calamità naturali.


Funzione ecologica

Il suolo è una risorsa preziosa che in condizioni naturali, fornisce al genere umano importanti servizi ecosistemici: serve a produrre buon cibo, ad approvvigionare l’acqua piovana utile a ricaricare le falde acquifere, assorbe Co2 responsabile dei cambiamenti climatici in atto, riduce gli effetti delle ondate di calore in estate, è casa di tante specie viventi. Tutto questo è messo, però, in pericolo dalla speculazione edilizia che in tutto il Belpaese raggiunge picchi molto alti in alcune regioni.

I dati

L’Italia ha una superficie di suolo consumato di 2.139.785.63 mq secondo il database Indicatori Consumo di Suolo in Italia che fa capo al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.
Nel 2019 secondo i dati del Rapporto ISPRA SNPA “Il consumo di suolo in Italia 2020”, il Veneto, con +785 ettari, è la regione che nel 2019 consuma più suolo (anche se meno del 2017 e del 2018), seguita da Lombardia (+642 ettari), la Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia Romagna (+404).

Conti in rosso e macchina del consenso

Dietro ai grandi piani urbanistici che prevedono tonnellate e tonnellate di colate cemento e bitume sui terreni agricoli, molto spesso si nascondono problemi e interessi economici da parte delle amministrazioni: “Ti do questo per ottenere quello”. Detto in altri termini: “Io ti faccio costruire e tu mi fai entrare dei soldi ‘freschi’ nelle casse comunali oltre alle opere di urbanizzazione”
Una sorta di ‘patto’ che fa non fa altro che danneggiare l’ambiente e aumentare, nel tempo, i costi di gestione dei centri urbani. 

Occorre anche evidenziare (molte inchieste della magistratura nel tempo lo hanno dimostrato) un forte “legame elettorale” tra chi gestisce la “cosa pubblica” e le “ditte edili”.

Serve subito una legge contro il consumo di suolo

I cambiamenti climatici, le alluvioni, i terremoti hanno dimostrato che non si può più continuare a sfruttare e deturpare il territorio in nome degli interessi economici.
L’unico modo per fermare “certi appetiti” è una legge ‘ferrea’ contro il consumo di suolo (attualmente ci sono diverse proposte ferme in Parlamento).
Fare una legge su questo tema non significa certamente fermare il mondo dell’edilizia, ma è un modo per far attecchire la ‘rigenerazione urbana’ (che può creare tantissimi posti lavoro) e preservare il suolo non ancora consumato.

Ottavio Currà
Ottavio Currà
Classe 1995, nato a Torino, è attualmente Studente di Scienze Politiche e Sociali. Ha un grande passione per il giornalismo ed è particolarmente attento ai temi dell'ambiente e della criminalità organizzata.

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