Energie rinnovabili
Energie rinnovabili

Molte autorevoli voci temono una possibile associazione diretta tra la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 ed elevati livelli di inquinamento atmosferico. Questa ipotesi, come anche le tante e incerte conoscenze che ancora avvolgono la pandemia, meritano un serio approfondimento.

Purtroppo sono invece già ben documentati gli effetti sanitari dell’esposizione all’inquinamento atmosferico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha calcolato in oltre 7 milioni i decessi prematuri collegati a questo fattore e, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, l’Italia detiene il triste primato europeo dei decessi per esposizione alle polveri.

La crisi sanitaria, economica e sociale che stiamo attraversando, e dalla quale non siamo ancora usciti, come ogni crisi impone un ripensamento e offre nuove possibilità.

In questa prospettiva le energie rinnovabile e l’efficienza energetica costituiscono una grande opportunità per frenare il cambiamento climatico e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

Muovono in questa direzione, e per questo vanno valutate positivamente, le misure per il miglioramento dell’efficienza energetica contenute nel Decreto Rilancio. Ma per una vera svolta energetica, o anche solo per centrare l’obiettivo, peraltro insufficiente rispetto agli obiettivi indicati dall’Europa, dei 4 GW l’anno posto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), è indispensabile un intervento strutturale su risorse, tempi e procedure.

Risorse

Partiamo dalle risorse già disponibili, senza considerare quelle che potrebbero derivare da una fiscalità verde come la famosa Carbon Tax. Dal rapporto “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli”, prodotto non da una Ong ma dal Ministero dell’Ambiente, leggiamo che nel 2018 l’Italia ha versato 19 miliardi di euro in sussidi dannosi per l’ambiente. A beneficiarne sono state principalmente le fonti energetiche fossili che, con i loro 11,5 miliardi di sussidi, hanno incassato ben il 69% delle cifre stanziate.

Alla luce di questi dati, è evidente la necessità di un piano degli investimenti che preveda un diverso utilizzo dei sussidi e nuove risorse per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Va innalzato anche il premio per gli impianti che prevedono la rimozione dell’amianto già previsti nel Decreto FER1 che incentiva la produzione di energia verde da fonti rinnovabili.

Procedure e interventi

Oltre alla questione delle risorse è necessario sburocratizzare le procedure autorizzative per le azioni di revamping – cioè le azioni di riconversione necessarie per più efficienti e produttivi gli impianti a fonti rinnovabili esistenti – e per la conversione a biometano degli impianti a biogas.

Potrebbe essere utile, considerata l’urgenza degli interventi, prendere in esame anche l’ipotesi di un Commissario Straordinario per l’Emergenza Climatica che lavori alla riorganizzazione e al rilancio del settore delle energie rinnovabili.

Sommariamente, c’è bisogno di normare, nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, una Procedura Amministrativa delle Rinnovabili Semplificata (PARS) per quegli impianti che si allacciano in media tensione (da 1 Mw fino ad 8 MW) e di sbloccare i processi autorizzativi per i nuovi progetti che troppo spesso scontano gli effetti di conflitti, che sorgono nel corso dell’iter autorizzativo, tra gli enti pubblici coinvolti. Serve anche che venga specificata meglio la possibilità, per gli impianti sotto 1 MW, di ricorrere alla PAS, la “Procedura Abilitativa Semplificata”.

Imprescindibile, poi, se si punta ad una maggiore penetrazione delle rinnovabili nel mix energetico nazionale e continentale, rendere smart la rete elettrica ed adottare un piano per la realizzazione di nuove linee di trasmissione a media e alta tensione che rafforzino la rete nazionale e la connettano meglio al resto d’Europa.

Efficienza energetica

C’è molto da fare anche per migliorare l’efficienza energetica. Innanzitutto rendere gli Ecobonus una misura strutturale e definitiva, ridurre i tempi di ammortamento e consentire al contribuente la possibilità di modulare i tempi di utilizzo del credito d’imposta. Occorre poi garantire al fornitore dell’impianto fotovoltaico, nel caso di cessione del diritto alla detrazione fiscale dell’ecobonus, tempi di rientro del credito di imposta più brevi. Va abolita la clausola della residenza per poter usufruire della detrazione fiscale dell’Ecobonus e attivato un Fondo di Rotazione e di Garanzia per finanziare direttamente gli interventi a favore delle famiglie meno abbienti

Serve poi un processo di semplificazione delle procedure anche attraverso lo strumento delle asseverazioni. Sostanzialmente, gli impianti di energie rinnovabili, o che migliorano efficienza e prestazioni dei sistemi di riscaldamento/raffrescamento degli edifici, devono essere autorizzati sulla base di una certificazione rilasciata da tecnici iscritti all’albo. Solo attraverso lo strumento dell’autocertificazione/asseverazione migliaia di famiglie potranno utilizzare al meglio le misure fiscali già esistenti per istallare pannelli fotovoltaici sui tetti, impiegare la geotermia nei riscaldamenti, sostituire le vecchie e obsolete stufe a legna con quelle certificate ad alta efficienza e le caldaie classiche con quelle a micro cogenerazione, sostituire gli infissi realizzare cappotti termici degli immobili.

È necessario anche attivare una rete nazione di Sportelli Energia comunali o sovra-comunali – anche in collaborazione con associazioni ambientaliste no profit – animate da figure super partes che fungano da “facilitatori” e che possano fornire ai cittadini informazioni e consulenze su incentivi, contributi, bandi, tecniche e tecnologie, prezzi, analisi di base dei consumi e dell’edificio.

Quanto al Governo, deve impegnarsi per dar seguito alla risoluzione, approvata all’unanimità dalla Commissione Industria del Senato, in materia di comunità energetiche e definire al più presto la governance e linee guida del Gestore dei servizi energetici (GSE) – una società per azioni italiana interamente pubblica, la cui ragione sociale è la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili – a partire dall’emanazione dell’atteso Decreto Controlli da parte del Ministero dello sviluppo economico (MiSE).

Un altro segnale importante, per garantire certezze al settore produttivo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, deve essere l’apertura di un Tavolo di confronto tra MiSE e stakeholder per definire le misure dell’atteso Decreto FER 2, dedicato agli incentivi per ammodernare e costruire nuovi impianti a biogas, solare termodinamico , geotermoelettrici, eolico off-shore, ma anche tutte quelle misure utili ad incentivare il recupero dell’acqua piovana e la fitodepurazione, l’impiego di materiali e tecniche di bioedilizia.

Le rinnovabili e l’efficienza energetica costituiscono uno dei pochi volani per uscire dalla crisi, creare occupazione buona e durevole e combattere l’emergenza climatica.

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