La normalità era il problema

Dopo un primo momento di smarrimento, il più grande movimento per il clima degli ultimi anni alla fine ha trovato la sua maniera di farsi sentire anche ai tempi del Coronavirus. E lo slogan coniato è diventato il fil rouge di tutte le iniziative messe in cantiere dalle ragazze e dai ragazzi dei Fridays For Future: “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”.

Come era logico che fosse, la bella gioventù climatica anche in Italia il 20 marzo, all’indomani del lockdown nazionale, ha deciso di seguire la sua solita condotta, ascoltando i luminari della scienza, che consigliavano di stare a casa. Ma per dare un senso alla loro lotta, ragazze e ragazzi hanno inaugurato il “Quarantena for future“, trasformando la protesta di piazza in una mobilitazione permanente online.

A partire dai famosi “Fridays” iniziati nel lontano agosto 2018 da Greta Thunberg appostata davanti al Parlamento svedese, proseguiti in tutto il globo e che ha visto l’Italia tra le nazioni con più mobilitazioni sia nei Venerdí per le strade che nei vari Global Strike che si sono susseguiti. Prontamente trasformati in questo periodo in Digital Strike, con foto e selfie postati tutti i Venerdì della quarantena sui profili dei vari social a partire da Instagram, che è sicuramente quello più gettonato, vista la fascia di età. Per arrivare poi al 24 aprile col Global Strike più importante, deciso nei mesi scorsi sulle chat di Telegram e WhatsApp, che gli attivisti di tutto il mondo utilizzano per dialogare tra loro e prendere decisioni. Quando hanno annunciato “il più grande sciopero virtuale mai realizzato” (e così poi è stato), il 24 aprile dalle 10 in poi hanno partecipato in migliaia, attraverso un sistema di geolocalizzazione online, di fronte a Palazzo Chigi per gridare a colpi di cartelloni, anch’essi rigorosamente virtuali, che la crisi climatica è un’emergenza che non deve e non può essere accantonata in nome di una ripresa economica fondata sul business-as-usual.

E poi, durante tutta la giornata si è proseguito con centinaia di dirette sulla pagina Facebook nazionale e su tutti i profili social locali delle città italiane, dalla più piccola alla più grande, per discutere, confutare, ascoltare e programmare eventi futuri.

Ritorno al futuro

Ma anche per discernere sulla “Lettera all’Italia”, firmata da oltre 50 tra i più autorevoli scienziati ed economisti italiani, che il 17 aprile ha ufficialmente inaugurato la campagna Ritorno al futuro.

Una raccolta di una serie di proposte da realizzare immediatamente, dall’abolizione dei sussidi al fossile, uno sperpero di risorse che potrebbero essere indirizzate a vantaggio della Green Economy. Questo grazie a un grande piano di investimenti pubblici in grado di favorire una radicale transizione energetica e industriale e di creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavori; fino ad un invito ad un ripensamento del sistema agro-alimentare, che è tra le prime fonti di emissioni di gas climalteranti, con i suoi allevamenti intensivi e l’importazione di prodotti agricoli dall’estero a scapito della filiera corta.

Una iniziativa prontamente appoggiata e sostenuta anche da Europa Verde che ha spiegato in una nota come la crisi di Covid-19 trovi “la sua origine più profonda nella nostra relazione interrotta con il mondo naturale. La domanda da porsi allora è: a quale mondo vogliamo tornare? Per forgiare un nuovo futuro resiliente, abbiamo bisogno di un’economia al servizio di tutti e più in armonia con il nostro fragile ecosistema.”

Una grande forza d’urto

Come era logico che fosse, questa generazione di nativi digitali ha sfruttato al meglio la presenza sui social, anche se la loro vera forza è sempre stata nelle piazze: ricordiamo che solo in Italia al 4° Global Climate Strike, tenuto venerdì 27 settembre, hanno partecipato più di un milione di persone. Grazie a questa loro forza d’urto, in questi giorni sono riusciti a coinvolgere, nelle loro dirette quotidiane su Instagram tantissimi ospiti del mondo della musica, del cinema, della scienza e del giornalismo, trasformandole in un tempo dello studio e dell’approfondimento, ma anche del divertimento perché hanno contagiato con il loro entusiasmo giovanile tantissime personalità del mondo musicale e della cultura, da Piero Pelú ad Elisa, da Alessandro Gassman a Roberto Saviano fino alla stessa Greta Thunberg, intervistata il 3 aprile che ha lanciato una raccomandazione: “Continuiamo a pensare positivo e diventeremo ancora più forti, per convincere gli adulti che davvero non c’è più tempo.”

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